La “Parrocchia”, strumento di chiesa in uscita?

La Congregazione per il Clero ha reso nota l’Istruzione “La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa”, promulgata lo scorso 29 giugno. Ogni giorno pubblicheremo un capitolo di questo documento con un tentativo di studio.

Il documento non contiene novità legislative, ma propone modalità per una migliore applicazione della normativa vigente, così da favorire la corresponsabilità dei battezzati e promuovere una pastorale di vicinanza e cooperazione tra le parrocchie. Ciò che emerge, soprattutto, è l’urgenza di un rinnovamento missionario, una conversione pastorale della parrocchia, affinché essa riscopra quel dinamismo e quella creatività che la portano ad essere sempre “in uscita”, con il contributo di tutti i battezzati. Composta di undici capitoli, l’Istruzione si potrebbe dividere in due macro-aree: la prima (cap.1-6) offre una riflessione ampia sulla conversione pastorale, il senso missionario e il valore della parrocchia nel contesto contemporaneo; la seconda (cap. 7-11), invece, si sofferma sulle ripartizioni delle comunità parrocchiali, i diversi ruoli in esse presenti e le modalità di applicazione delle relative norme.

Guardando il numero e l’età media delle persone che frequentano, come cristiani, non possiamo non sentire l’urgenza di evangelizzazione. “L’Istruzione” ci invita proprio a muoverci in questa direzione e a uscire dalla mentalità del “si è fatto sempre così” o di una chiesa i cui servizi sono svolti sempre dalle stesse persone e sempre allo stesso modo.

Questo il link vaticano di questo documento https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2020/07/20/0391/00886.html

Di seguito degli spunti di riflessione su alcuni concetti chiave dell’ introduzione di questo importante documento:

  • Papa Francesco, all’inizio del suo ministero, ha ricordato l’importanza della “creatività”, che significa «cercare strade nuove»”. Quali potrebbero essere queste strade nuove? Molto probabilmente potrebbero essere infinite. Ma quali quelle percorribili? Per ricercare quelle più fattibili in base alle peculiarità che caratterizzano ogni parrocchia, potrebbe essere utile un’ attenta analisi del territorio in cui si vive e porsi delle domande come ad esempio: le persone se non vengono a messa dove sono e perchè sono lì? In spiaggia, in piazza, in casa? Come li possiamo raggiungere e presentar loro la lieta novella in chiave gioiosa? Occorrerebbe lo zelo di un’azienda di successo che cerca il modo migliore per arrivare a dei nuovi clienti. Gli imprenditori hanno fondamentalmente un interesse economico, i cristiani invece sono dei portatori di interessi ben superiori, gli interessi di Dio.
  • Le situazioni descritte dalla presente Istruzione rappresentano una preziosa occasione per la conversione pastorale in senso missionario. La Treccani così definisce la parola “conversione”: in latino conversio, da converti o se convertere, vale originariamente “portarsi dall’uno all’altro luogo”, “volgersi verso qualcuno o qualche cosa” “cambiare direzione” o “strada“. E allora guardandosi in faccia e analizzando con senso critico, il buono e il meno buono che caratterizza la vita delle parrocchie , come si può fare questo passaggio di conversione pastorale in senso missionario? Quali possono essere i cambiamenti che dobbiamo porre in essere per andare in tale direzione?
  • Sono infatti inviti alle comunità parrocchiali a uscire da se stesse, offrendo strumenti per una riforma, anche strutturale, orientata a uno stile di comunione e di collaborazione, di incontro e di vicinanza, di misericordia e di sollecitudine per l’annuncio del Vangelo. Forse bisognerebbe innanzitutto analizzare la struttura che caratterizza ogni parrocchia e poi in qualche modo destrutturare in modo che lo Spirito Santo agisca e faccia divenire ogni fedele, nessuno escluso, docile strumento di evangelizzazione.

Ecco il testo dell’introduzione dell’Istruzione

Istruzione

La conversione pastorale
della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa

Introduzione

1. La riflessione ecclesiologica del Concilio Vaticano II e i notevoli cambiamenti sociali e culturali degli ultimi decenni hanno indotto diverse Chiese particolari a riorganizzare la forma di affidamento della cura pastorale delle comunità parrocchiali. Ciò ha consentito di avviare esperienze nuove, valorizzando la dimensione della comunione e attuando, sotto la guida dei pastori, una sintesi armonica di carismi e vocazioni a servizio dell’annuncio del Vangelo, che meglio corrisponda alle odierne esigenze dell’evangelizzazione.

Papa Francesco, all’inizio del suo ministero, ha ricordato l’importanza della “creatività”, che significa «cercare strade nuove», ossia «cercare la strada perché il Vangelo sia annunciato»; a tal proposito, ha concluso il Santo Padre, «la Chiesa, anche il Codice di Diritto Canonico ci dà tante, tante possibilità, tanta libertà per cercare queste cose»[1].

2. Le situazioni descritte dalla presente Istruzione rappresentano una preziosa occasione per la conversione pastorale in senso missionario. Sono infatti inviti alle comunità parrocchiali a uscire da se stesse, offrendo strumenti per una riforma, anche strutturale, orientata a uno stile di comunione e di collaborazione, di incontro e di vicinanza, di misericordia e di sollecitudine per l’annuncio del Vangelo.

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