La musica come finestra sul mondo: la sinfonia di Luigi Friotto

La passione di Luigi Friotto per la musica è sbocciata sin dalla più tenera età, quando una piccola tastierina diventava il mezzo per “sbobinare” le sigle pubblicitarie e le melodie che lo incantavano. A dieci anni ha iniziato a studiare tastiera e pianoforte, più per gioco che per intenzione. Eppure, col tempo, ogni nota lo avvicinava al suo destino artistico. A diciassette anni ha iniziato a scrivere canzoni e suonare nei locali, alle feste di compleanno e matrimoni, mosso da una sete di espressione che non si sarebbe mai placata.

Dopo il liceo classico si è iscritto alla facoltà di Economia Politica, seguendo il desiderio di pragmatismo ma con il cuore sempre rivolto alla musica. Quegli studi, preziosi soprattutto sul piano organizzativo, si intrecciano presto con l’attività del service, un’impresa nata insieme ai suoi amici per allestire eventi e spettacoli, affrontando giornate di lavoro faticose tra casse, microfoni e palchi da montare. La musica, in quel periodo, diventa paradossalmente il mezzo per finanziare l’acquisto delle attrezzature — ma proprio questa esperienza tecnica sarà determinante per i progetti futuri, come i concerti sulle piattaforme galleggianti o dentro le grotte.

Il suo comune di residenza, sapendo che lui e alcuni amici suonavano e disponevano di attrezzature, iniziò a coinvolgerli nelle manifestazioni estive. Poco alla volta acquistarono nuovi strumenti e fondarono una realtà tanto impegnativa quanto faticosa: un’attività di service. Si ritrovavano a lavorare per settantadue ore consecutive, “senza neanche avere il tempo di sciacquarsi la faccia”, per montare e smontare palchi, luci, casse, microfoni e tutto il necessario per uno spettacolo. In quel periodo, la musica — con grande rammarico — diventò un’attività marginale, utile inizialmente solo a finanziare l’acquisto delle attrezzature. Col tempo, però, questo lavoro si rivelò cruciale, sia per il patrimonio tecnico accumulato, sia per le competenze acquisite. Grazie a questa esperienza, furono resi possibili concerti sull’acqua e nelle grotte.

🧭 Sperimentazioni e omaggi

Nel 2008 è tra i protagonisti del Concerto omaggio a Sergio Endrigo, dove si esibisce con dodici musicisti e una scolaresca di trenta bambini sui brani più noti e meno noti del cantautore istriano. Nel 2009 arriva Dai Carruggi a Mare, tributo a Fabrizio De Andrè che diventa un vero laboratorio musicale e teatrale. Il trio “Friotto e Bandautore”, il gruppo corale “Tumma Cene” e le danzatrici del corpo di ballo di Cristina Nudi fondono le loro arti per superare gli schemi tradizionali. Niente chitarre: la scena appartiene al pianoforte, e ai luoghi insoliti dove la musica prende vita.

🌊 Il sogno che galleggia sull’acqua

Per un “strano ingranaggio del destino” nacque l’idea del Concerto sull’Acqua. William Di Paolo, amico e art director Rai conosciuto nel 2011, gli propose di girare videoclip (il primo dei quali Silenzi da un temporale) in scenari particolarmente suggestivi. Da queste esperienze nacque in Friotto la continua ricerca di contesti quasi surreali per i suoi concerti. L’anno seguente, sulla spiaggia di Rocca San Giovanni, ebbe un’intuizione: “Te li immagini mettere un pianoforte su uno scoglio?”. E così costruirono una piattaforma con tavole e fusti 6×4, vi posero un pianoforte e girarono Il posto dei porti, un vero manifesto della Costa dei Trabocchi. Nel 2012 nasce il primo singolo Silenzi da un temporale, accompagnato dal videoclip di William Di Paolo. Ed è proprio da questa collaborazione che nel 2013 prende forma il primo Concerto sull’Acqua: nove musicisti su una piattaforma galleggiante e sei danzatrici sul bagnasciuga. L’anno dopo iniziano le incisioni dell’EP Lucernario, un “inno poco solenne” ai quattro elementi — acqua, fuoco, terra, aria — uscito ufficialmente nel 2015. Il videoclip Il posto dei porti, girato con un pianoforte sospeso sul mare, diventa il manifesto della costa dei Trabocchi.

Negli anni successivi, Friotto esplora ambienti sempre più suggestivi per i suoi concerti: grotte, laghi, faggete, monasteri, anfiteatri, spiagge. Spettacoli come Nerocandido o Canzoni per terra e per mare fondono arti visive, danza e musica, valorizzando paesaggi naturali come fossero palcoscenici viventi.

🎬 Cinema, teatro, canzone

Nel 2018 collabora con l’Orchestra Novecento per Lumière, uno spettacolo che reinterpreta le sue canzoni in chiave orchestrale, unendo cinema e musica. Con La contesa, pièce teatrale ispirata a Giuda Iscariota, riceve nel 2021 il premio per la migliore colonna sonora originale al Festival Teatramm. Scrive e incide nuove colonne sonore per spettacoli come Scherzi in un atto, tratto da Cechov, distribuito dal Teatro Stabile d’Abruzzo.

Nel frattempo prosegue la sua partecipazione ai concorsi: finalista al Premio De Andrè, audizioni a Musicultura, semifinalista al Film Music Contest, e vincitore del premio del pubblico nel marzo 2023.

🌌 Luci flebili, musiche intense

I concerti di Friotto non sono mai solo musica. Ogni spettacolo è immerso in un’atmosfera di luci flebili, movenze sinuose e scenari naturali mozzafiato. Che sia il Lago Grande di Pallano, le gole di San Martino o un’antica abbazia, gli strumenti poggiano direttamente sulla terra, valorizzando la bellezza dei luoghi.

A guidarlo è una continua ricerca di contesti surreali, dove la musica possa essere vissuta in modo sensoriale e totale. Perché, come suggerisce Lucernario, basta una finestra sul mondo per vedere la meraviglia.

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