“La Messa è vita”: un incontro che accende i cuori a San Salvo
San Salvo, 28 giugno 2025 – Un sabato sera di grazia e riflessione ha illuminato la Chiesa di San Giuseppe, grazie all’incontro promosso dal gruppo di Rinnovamento nello Spirito “Madonna delle Grazie” di San Salvo, in collaborazione con il parroco don Raimondo Artese. Un evento che ha avuto come cuore pulsante la celebrazione eucaristica, vissuta non come rito abitudinario, ma come esperienza viva e trasformante.
Una giovane voce che infiamma
A guidare la riflessione è stata Valentina Angelucci, giovane laica profondamente innamorata di Cristo e della liturgia. Con parole semplici ma ardenti, ha invitato i presenti a riscoprire la Messa come incontro reale con il Dio vivente, non come commemorazione passiva di un evento lontano nel tempo.
“La Messa non è un teatrino. È tutto vero. È lì che Dio si fa presente, oggi, per ciascuno di noi.”

La Messa comincia prima
Valentina ha sottolineato come la Messa inizi ben prima del segno della croce: comincia nel cuore, nella decisione di esserci, nella preghiera silenziosa che precede l’ingresso in chiesa. “Arrivare dieci minuti prima – ha detto – è già un atto d’amore. È dire a Dio: ‘Ti aspettavo’.”
Non spettatori, ma protagonisti
L’incontro ha sfatato l’idea che la Messa sia “del sacerdote”. Ogni fedele è chiamato a partecipare attivamente, a vivere ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio come parte di un dialogo profondo con il Signore. Anche l’offertorio, spesso vissuto distrattamente, frainteso o vissuto con leggerezza, è stato riscoperto come momento di dono autentico. Valentina ha ricordato che non è il momento per portare oggetti simbolici o scenografici come, palloni da calcio o altri oggetti “creativi”. L’unica vera offerta liturgica è pane, vino e la nostra vita concreta. Perché nella Messa tutto è reale, tutto è vero: non è una rappresentazione, ma un mistero che si compie.
La Parola che interpella
Un altro punto forte è stato l’invito ad ascoltare la Parola di Dio con il cuore, non solo con gli occhi sui foglietti. “Anche chi non crede – ha detto Valentina – percepisce che nella Messa accade qualcosa di diverso. Perché lì c’è Dio.”
Il Credo: una professione che impegna
Infine, la relatrice ha invitato tutti a riscoprire il significato profondo del Credo: non una formula da recitare, ma una dichiarazione di fede che interpella la vita. “Sappiamo davvero cosa diciamo quando proclamiamo ‘Credo’? Siamo pronti a spiegarlo se qualcuno ce lo chiedesse?”
Una comunità in cammino
All’incontro erano presenti anche don Vincenzo Giorgio, alcuni fedeli della parrocchia di San Nicola e diversi turisti. Un segno che la fede, quando è vissuta con autenticità, parla a tutti i cuori, anche a chi si avvicina per la prima volta.

