La fede può farci entrare in quel rapporto intimo fra noi e Gesù

(Commento al Vangelo di don Raimondo Artese)

Anche se l’immagine che Gesù pastore di un gregge, oggi ci da di Lui, possa essere fuori dal nostro vissuto ordinario, sicuramente ci può dire che Lui ci custodisce e si prende cura di noi sempre.
L’immagine del ‘pastore, frequente nella Bibbia, ci dice che Lui è il “Buon Pastore” che è:

  • compimento delle promesse dei profeti;
  • in rapporto di reciproco amore, con tutti;
  • conduce il “gregge” alla vita vera.

Vuole dirci che la fede può farci entrare in quel rapporto intimo di conoscenza reciproca, appartenenza affettiva ed effettiva, fra noi e Gesù.
È vuole farci capire che Lui, come il Padre, ci ama tantissimo, e che non come un guardiano, cioè uno che lavora a pagamento e che appena vede avvicinarsi il pericolo fugge e ci lascia da soli, ma li protegge e li custodisce «… e nessuno le strapperà dalla mia mano.»
Ma questo vuole dire, anche a me e te, che noi abbiamo dei compiti da svolgere:
1) ascoltare, che è fondamentale in ogni relazione, che permette di instaurare legami destinati a rimanere solidi e vivi;
2) essere in comunione e svelarsi fino a consegnarsi a colui che ascoltiamo.

Gesù non ci assicura solo che la vita vincerà la morte, ma che sboccerà in noi una forma nuova di vita perché, come Lui e il Padre sono una cosa sola, così anche noi in Lui saremo una cosa sola.
Ed io come vivo la comunione con Lui? Ascolto e metto in pratica la sua Parola?
Signore, mi conosci e mi hai donato la vita, fa che ascolti sempre la tua voce e possa essere sempre pronto a seguirti perché, solo in Te, avrò la vita vera e, questa certezza, mai possa farmi allontanare dalla Tua grazia e dal Tuo Amore. Amen

Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola». (Gv 10, 27-30)

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