“La fede è il cuore di tutta la storia di Maria; lei è la grande credente”

(Commento al Vangelo di don Simone Calabria)

Ci troviamo alla fine dell’estate e ogni anno, la Chiesa volge lo sguardo a Maria, nell’ultimo tratto della sua vita. Colei che è stata la prima a credere è la prima a risorgere nel Figlio, come faremo anche noi. È la guida che ci indica la strada che ci conduce verso la santità.
Il Vangelo di oggi ci presenta Maria che, subito dopo aver concepito Gesù per opera dello Spirito Santo, si reca dall’anziana cugina Elisabetta, anch’essa miracolosamente in attesa del figlio: Giovanni.

In questo incontro pieno di Spirito Santo, Maria esprime la sua gioia con il cantico del Magnificat, perché ha preso piena coscienza del significato delle grandi cose che si stanno realizzando nella sua vita.

La Madonna è sempre in cammino…e anche spesso in salita. Da quando si mise in viaggio verso la montagna, fino al giorno del Golgota, anzi fino al crepuscolo dell’Ascensione, quando salì anche lei con gli Apostoli «al piano superiore» in attesa dello Spirito, i suoi passi sono sempre scanditi dall’affanno delle alture.
Avrà fatto anche tante discese, e Giovanni ne ricorda una quando dice che Gesù, dopo le nozze di Cana, discese a Cafarnao insieme con sua Madre.
Ma l’insistenza con cui il Vangelo accompagna con il verbo “salire” i suoi viaggi a Gerusalemme, più che riferirsi al gonfiore del petto o dei piedi, sta a dire che la peregrinazione terrena di Maria significa tutta la fatica di un esigente cammino spirituale. Questo deve essere anche per noi!

Il Vangelo ci mostra anche qual è il motivo più vero della grandezza di Maria e della sua beatitudine: il motivo è la fede. Infatti Elisabetta la saluta con queste parole: «Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1,45).
La fede è il cuore di tutta la storia di Maria; lei è la credente, la grande credente; lei sa che nella storia, e anche nella nostra storia, pesa la violenza dei prepotenti, l’orgoglio dei ricchi, la presunzione dei superbi, invidia, la gelosia della gente. Tuttavia, Maria crede e proclama che Dio non ci lascia mai soli, non ci abbandona mai, ma ci soccorre con tanta misericordia, avendo cura di noi. Questa è la fede della Madonna!
Il Cantico della Madonna ci parla del nostro viaggio nella vita, ci ricorda la meta che ci attende: la casa del Padre.
La nostra vita non è un vagabondare senza senso, ma è un pellegrinaggio che, pur con tutte le sue incertezze e sofferenze, ha una mèta sicura: la casa di Dio Padre, che ci aspetta con amore. È bello pensare questo: che noi abbiamo un Padre che ci aspetta con amore, e che anche la nostra Madonna è lassù e ci aspetta con amore.

Intanto, mentre trascorre la vita, Dio fa risplendere «per il suo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza» (Prefazio). Quel segno ha un volto, quel segno ha un nome: il volto luminoso della Madre del Signore, il nome benedetto di Maria, la piena di grazia, perché ha creduto nella parola del Signore: la grande credente!

O Maria, donna della via, come vorremmo somigliarti nelle nostre corse affannate, ma non abbiamo dei traguardi.
Siamo pellegrini come te, ma senza santuari verso cui andare. Forzati dal nostro camminare, ci manca nella bisaccia di viandanti la cartina stradale che dia un senso al nostro cammino.

E con tutte le strade, anche quelle parallele, scorciatoie, che abbiamo a disposizione, la nostra vita non si raccorda con nessuno svincolo, le ruote girano a vuoto, e ci ritroviamo a contemplare gli stessi panorami.
O Maria, donna in cammino, fa’ che i nostri sentieri siano, come lo furono i tuoi, strumenti di comunicazione con la gente e non la nostra solitudine. Donaci l’impazienza di Dio. L’impazienza di Dio ci fa allungare il passo per raggiungere i nostri compagni di viaggio. L’ansia del raggiungere la mèta, invece, ci rende specialisti del sorpasso. Ci fa guadagnare tempo, ma ci fa anche perdere il fratello che cammina accanto a noi.
O Maria, segno di sicura speranza e di consolazione per il nostro cammino, prendici per mano e facci vedere la presenza di Dio nelle situazioni che ci accadono ogni giorno.

Verso di Te dirigi i nostri passi. Ridonaci la grazia di non essere dei turisti senza mèta ma dei veri camminatori verso la patria del cielo.
Se ci vedi allo sbando, senza sapere dove stiamo andando, sul ciglio della strada, fermati, o Madre nostra dolcissima, per versare sulle nostre ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza. E poi rimettici in carreggiata, sulla retta via. Dalle nostre afflizioni di ogni giorno, facci volgere gli occhi verso i monti da dove ci verrà l’aiuto. E allora sulle nostre strade fiorirà la gioia del “Magnificat”, del SÌ. Amen!

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