La commovente lettera della nipote per Giorgio, uno zio che non c’è più
A zio Giorgio Ruberto (leggi) -Una messa commemorativa verrà celebrata domenica 21 settembre alle ore 18:30 nella chiesa di san Nicola a San Salvo)
“Giorgio era un punto di riferimento una persona speciale che ci manca tantissimo. Ha vissuto la sua malattia con grande coraggio, non si abbatteva mai e non voleva vederci soffrire sempre mano nella mano. La nostra casa ora è vuota e pieno di sofferenza
Non lo vedevamo mai arrabbiato. Il nostro dolore, mio e di nostro figlio Guido, è davvero tanto forte anche se sono già passati due anni.” la moglie Rosetta Foglia
Per quanto il tempo possa essere relativo, il fatto che siano già passati due anni mi spaventa.
È angosciante avere impresso nella propria mente il ricordo di una persona cara, sapere perfettamente quali siano stati i suoi lineamenti, ma rendersi conto di star pian piano dimenticando il suo tono di voce, il suo timbro.
È davvero difficile scrivere di qualcuno, e avere al contempo paura di non essere all’altezza per descrivere che fantastica persona sia stata e che ricordi semplici ma meravigliosi abbia lasciato nella tua vita.
Non passa momento, in cui io non pensi a come vorrei tornare indietro nel tempo, a come vorrei accantonare qualsiasi problema qualunque da adolescente ed esserci come avrei dovuto, senza aver paura di quello che la malattia avrebbe comportato.
Per quanto il tumore sia brutale e disumano mi ha insegnato che ad avere più paura spesso non è chi ne subisce il destino.
Ma chi rimane in salute a guardare mutare dinanzi a sè la persona a cui tiene.
Perché guardare qualcuno a cui tieni andarsene senza poter fare nulla, ti rende impotente, e l’essere umano ha sempre avuto la strana concezione di essere in grado di poter trovare una soluzione a tutto.
Ma la realtà dei fatti è che alla morte non c’è soluzione, e per quanto vorremo tenere aggrappati a noi tutti coloro che ci vengono strappati via, non ne saremo mai in grado.
Quello che non dimenticherò mai di zio, è che è stato esattamente chi mi aspettavo che fosse: un guerriero con il sorriso da bambino.
Zio si mostrava felice anche quando stava male, ed è per questo che non mi perdonerò mai di essere stata meno forte di lui, che nonostante tutto quello che stava passando, faceva di tutto per mostrarti quanto lui in realtà fosse “pieno di vita”, anche se questa non faceva altro che scivolare via da lui sempre di più.
In questi due anni, ogni piccolo passo fatto avanti, in qualsiasi tematica, l’ho dedicato a lui. Dedicherò sempre tutto a lui, perché quando credo sia tutto troppo difficile, pensarlo mi fa rendere conto che la vera difficoltà sarà sempre altro.
La realtà è che mi fa stare male scrivere di lui. Probabilmente non saprà mai davvero quanto bene io gli voglia, e non leggerà mai tutte le lettere dedicatogli, che rimarranno confinate nel mio cuore.
Mi fa male pensare che il mio ultimo ricordo di lui, sia l’immagine di una persona completamente diversa dal signore buffo che amava fare scherzi a tutti.
Che amava farmi vincere ai giochi da tavolo, che amava far sorridere tutti, che amava volerci bene, che amava amare.
Si, è davvero straziante scrivere di te zio, ma è questo ciò che mi resta:
scrivere di te, per te, per sempre.
La tua nipotina Ary
