La chiesa della Madonna del Carmine a Vasto

VASTO. La chiesa di Maria Santissima del Carmine di Vasto attestata nel 1362, con il nome di San Nicola degli Schiavoni e sorta fra la numerosa colonia croata qui residente ed era officiata dalla Confraternita omonima.

Nel 1638 si demolì la vecchia chiesa e se ne costruì una nuova intitolata a Maria santissima del Carmine, in cui, in un altare minore, si continuò a venerare san Nicola. Vennero chiamati a Vasto da Diego I d’Avalos i “clerici regolari della Madre di Dio”, o “padri Lucchesi” che vi giunsero da Napoli a fondare un convento con annesso collegio. All’opera concorsero il marchese, l’università e la confraternita, che concesse la chiesa e una rendita annua di 50 ducati. Alcuni vastesi entrarono nell’ordine e Giuseppe Ricci e Luigi Barbotta ne divennero generali. Convento e collegio furono abbandonati poi nel 1807 in seguito alla soppressione degli ordini religiosi decretata da Giuseppe Bonaparte.

Tra il 1758 e il 1761 la chiesa venne ricostruita su disegno di Mario Gioffredo; i lavori interessarono anche il contiguo collegio. Nel 1762 l’interno dell’edificio fu decorato con stucchi ad opera di Michele Saccione di Napoli. La nuova chiesa neoclassica presenta una pianta a croce greca con cinque cappelle.

E’ l’esempio ideale di chiesa barocca del sud Abruzzo ispirata dallo stile napoletano, in mattoni a vista con impianto a croce greca longitudinale, con due cappelle laterali, presso i bracci del transetto. La facciata è impostata sul modello greco classico, ben scandita da paraste, con l’ingresso architravato curvilineo, introdotto da una svala scala monumentale a doppia rampa, finestrone centrale in asse col portale, e timpano finale triangolare.

Sull’altare maggiore spicca il dipinto di Crescenzo La Gamba con Presentazione di Maria Bambina all’Eterno Padre e sugli altari laterali a destra San Benedetto nella grotta, di Nicola Tiberi, e a sinistra la Madonna del Carmine con san Nicola e sant’Andrea di Giulio de Litiis.

Nelle cappelle minori, di destra e di sinistra, sono ospitati rispettivamente l’Estasi di santa Teresa d’Avila e il Crocifisso con santi, del napoletano Fedele Fischetti.

Accanto alla facciata si trova un campanile barocco di sezione trapezoidale irregolare.

La facciata è tardobarocca, scandita da costoloni e contrafforti in travertino, con al centro un finestrone con arco classicheggiante. Il resto dell’esterno è stato lasciato nella maniera in cui era la vecchia chiesa precedente, in stile grezzo e semplice in mattoni a vista senza la copertura a intonaco prevista. Sembra che si sia voluta ricordare la presenza della vecchia chiesa di San Nicola degli Schiavoni di rito ortodosso,con l’impianto uguale a un’altra chiesa abruzzese di rito greco, ristritturata nel XVIII secolo, lasciando l’impianto a croce greca, San Gaetano di Chieti sopra Santa Caterina.

Una piccola cupola a calotta sormonta il transetto.

La Chiesa di Maria Santissima del Carmine è sussidiaria alla Parrocchia della Concattedrale di San Giuseppe.

Nel 2009, l’Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto S.E. Mons. Bruno Forte, ha ricostituito l’antica Confraternita di Maria Santissima del Carmine, che contribuisce alla gestione del culto dell’omonima Chiesa.

I tesori di santa Madre Chiesa

Non a caso, Dio che è l’Amore e  bellezza infinita per eccellenza, è senza ombra di dubbio il più grande ispiratore delle più grandi opere d’arte al mondo. E se pensando a come dei semplici blocchi di marmo sono diventati ad esempio opere come il Cristo Velato e la Pietà di Michelangelo si può provare a immaginare la fede dei dei suoi autori. Quanto stupore ha saputo suscitare nelle mani d’uomo il figlio di Dio?

Santa Madre Chiesa ha un incredibile patrimonio di opere d’arte che avvicinano l’anima dell’uomo a Dio. Ogni martedì pubblicheremo uno di questi patrimoni.

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