La cappella della Madonna della Catena a Vasto

Una cappella intitolata alla Mamma di Gesù posta in un luogo bello, profumo della presenza materna e discreta della Vergine Santissima

(Dal sito http://noivastesi.blogspot.com/2015/11/la-devozione-dei-vastesi-per-la-madonna.html articolo di Giuseppe catania)

Si trova presso la suggestiva Loggia Amblingh, fuori Porta Catena nel centro storico di Vasto. La fede popolare dei vastesi volle che presso Porta Catena (o Santa Maria), dove nel 1816 iniziò la frana fino a Ripa dei Ciechi, nonché a ringraziamento di essere scampati al pericolo dell’epidemia di tifo del 1817 e del 1837, venisse eretta una cappella dedicata alla Madonna della Catena, per preservare la città da altre sventure. La catena è simbolo di Fede e Speranza per i vastesi, per le madri, per le spose, per rinsaldare il vincolo e una promessa d’amore e di fiducia. La piccola edicola però venne negli anni trascurata, e nel 1984 si dovette intervenire con il restauro dell’edificio, e nel 1898 con il restauro del prezioso quadro della Vergine. Il quadro rappresenta il tragico avvenimento del Calvario: la deposizione della Croce di Cristo tra le braccia di Maria e della Maddalena, a voler simboleggiare l’attesa di Resurrezione e la conseguente liberazione dalle catene del dolore. Recentemente, l’8 giugno 2020, 8 giugno, in presenza del maestro restauratore vastese, Michele Massone, del Presidente del Lions Club Vasto Host (principale promotore dell’azione di restauro), Pierantonio Uva e del socio Remo Salvatorelli, con l’ausilio del personale messo a disposizione dai Servizi Sociali del Comune di Vasto, il dipinto della Madonna della Catena, è stato rimosso dalla sua nicchia, all’interno della Cappella dedicata alla Vergine, per essere oggetto di un nuovo restauro.

La devozione dei Vastesi per la Madonna della Catena: 30 anni fa il restauro
di GIUSEPPE CATANIA

Nel 1984 un gruppo di cittadini del Circolo Culturale “Il Castello” del quartiere di Santa Maria Maggiore di Vasto, prese l’iniziativa per una sottoscrizione necessaria per il restauro del dipinto custodito nella Cappella della Madonna della Catena, nella Loggia Amblingh, raffigurante il Cristo Deposto, la Madonna, la Maddalena ed un Monaco.
Dell’iniziativa –  poi caldeggiata e patrocinata dal Cav. Luigi Basile, l’allora Vice Segretario del Comune di Vasto quale ringraziamento devoto alla Madonna –  venne interessata la Sovrintendenza ai Beni Artistici e Storici dell’Aquila, mentre l’opera di restauro fu affidata a Michele Massone, già noto per aver collaborato in precedenza al restauro del quadro cinquecentesco della Madonna della Misericordia (custodito nella Cattedrale di San Giuseppe a Vasto), opera del pittore albanese Greco da Valona. Nel 1989 il quadro ritornò in sede, con una suggestiva cerimonia alla quale hanno partecipato le autorità cittadine ed il popolo, dopo una funzione religiosa in Santa Maria Maggiore, per essere nuovamente esposto alla fede dei vastesi.

(Il quadro appena dopo il restauro del 1989)

Nell’occasione la raffigurazione del quadro della Madonna della Catena fu illustrata da Michele Massone, restauratore dell’opera sacra. “Il Cristo, disteso per terra, con il volto reclino a sinistra, ha il braccio destro penzoloni e il sinistro sorretto dalla Maddalena. Ha capelli, barba lunghi e mossi, scuri. Alla vita è cinto da un perizoma bianco. La Maddalena, a destra, inginocchiata, di profilo, è raffigurata mentre bacia la mano del Cristo, che stringe tra le sue. Ha capelli lunghi scuri, indossa un mantello verde da cui fuoriescono due maniche rosse. La Madonna, in posizione centrale, eretta, ha il braccio destro piegato in basso, il sinistro alzato e lo sguardo rivolto verso l’alto. Indossa un mantello blu su una veste rossa cinta alla vita. Lungo il bordo sinistro del dipinto è raffigurato un monaco eretto con le mani al petto. Ha lo sguardo rivolto verso la scena. Capelli scuri tagliati alla chierica. Indossa una tonaca bianca e grigia. Il fondo della scena è di colore azzurro, interrotto al centro da una croce posta obliquamente, di colore marrone.”

I tesori di santa Madre Chiesa

Non a caso, Dio che è l’Amore e  bellezza infinita per eccellenza, è senza ombra di dubbio il più grande ispiratore delle più grandi opere d’arte al mondo. E se pensando a come dei semplici blocchi di marmo sono diventati ad esempio opere come il Cristo Velato e la Pietà di Michelangelo si può provare a immaginare la fede dei dei suoi autori. Quanto stupore ha saputo suscitare nelle mani d’uomo il figlio di Dio?

Santa Madre Chiesa ha un incredibile patrimonio di opere d’arte che avvicinano l’anima dell’uomo a Dio. Ogni martedì pubblicheremo uno di questi patrimoni.

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