“Il Signore ci invita a stupirci del suo Amore”: l’appello di Forte al pellegrinaggio dei fidanzati a Loreto

Imparare a meravigliarsi di quanto e come Dio ami ciascuno di noi è l’augurio che l’arcivescovo Bruno Forte ha rivolto ai numerosi fidanzati della diocesi di Chieti-Vasto, che giovedì 1° maggio si sono ritrovati a Loreto per il tradizionale pellegrinaggio delle coppie in cammino verso il matrimonio cristiano.

Una giornata intensa, preparata in ogni dettaglio dall’Équipe diocesana per la famiglia. Il tema che ha guidato l’evento, “Lui, Lei, l’Altro”, ha voluto sottolineare – con un pizzico di ironia – che senza la presenza di Dio nella vita di due innamorati, è difficile puntare davvero al “per sempre”.

Tra testimonianze, preghiera e condivisione

Testimonianze, scenette, la visita alla Santa Casa e la celebrazione eucaristica presso la Basilica inferiore sono stati i momenti centrali dell’evento. Tre giovani coppie e una coppia con oltre quarant’anni di matrimonio hanno raccontato come l’incontro con l’altro, insieme alle sfide personali e di coppia, abbia trasformato il loro modo di conoscere un Dio vivo e presente, che continua ad accompagnarli nel quotidiano, sia come persone che come sposi.

“Mettimi come sigillo sul tuo cuore”: spettacolo e testimonianze
ispirate al Cantico dei Cantici, a cura di Roberta Silvestri e di alcune Canti, balli e brevi rappresentazioni teatrali preparati dagli studenti del Liceo classico di Chieti hanno animato l’incontro, intervallando le testimonianze e i brevi ma intensi interventi dell’arcivescovo Bruno Forte, che ha spiegato con eloquenza e semplicità come l’amore di Dio può trasformare la vita.
coppie della Diocesi

Accoglienza e fraternità

I membri dell’Équipe diocesana – Agata Pellicciotta e Cristinziano Scutti, don Giuseppe Schieda, Anna Santoro e Fabrizio Ciurlia, don Sabatino Fioriti, Valentina Angelozzi e Massimo Paolini – hanno accolto le coppie con una colazione condivisa, diventata simbolo di fraternità e inizio di una giornata vissuta nella gioia e nella comunione. I fidanzati erano accompagnati dalle coppie tutor che li hanno seguiti nel percorso parrocchiale e interparrocchiale durante l’anno.

La prima parte dell’incontro si è svolta presso il Centro Giovanni Paolo II di Montorso. A mezzogiorno ci si è trasferiti presso la Casa di Accoglienza per un pranzo condiviso, durante il quale ciascuno ha portato qualcosa da offrire: un gesto semplice, ma ricco di significato, che ha reso visibile la gioia della condivisione fraterna.

Il cuore spirituale: la Santa Casa e la celebrazione eucaristica

Nel pomeriggio, le coppie hanno visitato la Santa Casa di Loreto, luogo che secondo la devozione, fu trasportata in questo luogo dalla Palestina e rappresenta oggi un segno concreto della presenza di Maria e della Sacra Famiglia nella vita quotidiana dei credenti.

Successivamente, ci si è recati presso la Basilica inferiore, dove i fidanzati che lo desideravano, hanno avuto l’opportunità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione, prima della celebrazione eucaristica.

Durante la Messa, l’arcivescovo Bruno Forte ha richiamato l’esempio di San Giuseppe, definendolo “uomo giusto” non solo per la sua rettitudine, ma per la sua capacità di affidarsi e fidarsi completamente del Signore. La figura di Giuseppe è stata proposta come modello per le coppie, chiamate a vivere la loro relazione con giustizia e affidamento totale a Dio.

A fine celebrazione, è intervenuto anche monsignor Fabio Dal Cin (Vittorio Veneto, 23 gennaio 1965), arcivescovo e prelato di Loreto dal 20 maggio 2017 e delegato pontificio per il santuario della Santa Casa. Ha salutato i presenti con queste parole: “Qui, più che in un santuario, siete venuti in una casa: la casa di Maria, che è anche la casa che state preparando per il vostro matrimonio”.

Un gesto simbolico e un saluto speciale

Prima della celebrazione penitenziale, ai fidanzati sono state consegnate delle pergamene su cui hanno scritto delle promesse reciproche da affidare a Dio e a Maria, la . Queste sono poi state simbolicamente bruciate all’esterno della Basilica, come segno di offerta e affidamento a Dio delle proprie intenzioni e del cammino verso il matrimonio.

Don Giuseppe Schieda, responsabile dell’Équipe diocesana per la famiglia, ha espresso la sua gioia nel vedere nel vescovo Forte un pastore che guida il suo gregge con entusiasmo e dedizione.

Il pellegrinaggio è stato un’occasione preziosa per le coppie, che hanno potuto riflettere sulla profondità dello sguardo reciproco, sulla fiducia e sull’amore che fondano la vita coniugale.

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