Il Pane eucaristico che precede la fame: il Dio che vede, si commuove e dona prima che l’uomo chieda
Commento al Vangelo di don Enzo Falasca
Il racconto della moltiplicazione dei pani rivela un volto sorprendente di Dio: il Padre non aspetta che l’uomo gli chieda per intervenire, ma prende l’iniziativa. È Lui che vede, che si commuove, che si avvicina e che dona. Tutto nasce dal suo amore preveniente.
Il Vangelo, infatti, presenta una successione molto significativa. Anzitutto Gesù prova compassione per la folla; poi guarisce i malati; infine dà loro da mangiare. Compassione, guarigione e nutrimento sono tre espressioni dell’unico amore del Padre.
Le prime due realtà sono chiaramente doni che l’uomo non può procurarsi da solo. Nessuno può darsi da sé la compassione di Dio, né può guarire da solo le ferite più profonde della propria vita. Per questo Gesù interviene personalmente.
Ma è proprio sul terzo gesto che il Vangelo introduce una novità decisiva. I discepoli ragionano secondo una logica del tutto comprensibile: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». In fondo, il cibo materiale ciascuno può procurarselo. Perché allora trattenere la gente?
Gesù, invece, vuole educare i suoi a comprendere che esiste una fame ancora più profonda, una fame che nessun uomo può saziare con le proprie forze. Per questo risponde: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Non si tratta semplicemente di distribuire del pane, ma di offrire un pane che nasce dal dono di Dio.
Il pane che Gesù spezza non è il frutto dell’autosufficienza umana. È un pane preso, benedetto, spezzato e donato: il linguaggio stesso dell’Eucaristia. La folla non riceve semplicemente un alimento, ma un nutrimento che esiste perché Dio lo dona miracolosamente. È il segno di quel Pane vivo che un giorno sarà il Corpo stesso di Cristo.
Ecco allora il grande insegnamento del brano. L’Eucaristia è il contrario dell’autoproduzione spirituale. Nessuno può costruirsi da solo la comunione con Dio. Nessuno può “fabbricarsi” la salvezza. La comunione eucaristica è un’invenzione dell’amore del Padre: un dono sacramentale nel quale Dio continua a nutrire il suo popolo con una vita che non nasce dall’uomo, ma da Lui.
Anche la comunità cristiana trova qui il proprio fondamento. I discepoli pensavano che ciascuno dovesse andare per conto proprio a cercare il proprio cibo. Gesù, invece, raduna tutti attorno a un unico pane. Non lascia che ognuno si procuri individualmente ciò di cui ha bisogno, ma crea una comunione che nasce dal medesimo dono ricevuto.
