Giorno 4 – Siviglia ci insegna: costruire per qualcuno
28 agosto 2025. Il quarto giorno del progetto formativo, parte del PNRR – Missione 4: Istruzione e Ricerca, Investimento 3.1, si è trasformato in un viaggio emozionale e culturale nella città di Siviglia, cuore pulsante dell’Andalusia. Una giornata che ha unito la contemplazione della bellezza architettonica alla riflessione sul valore dei luoghi, dei servizi e delle persone.
Piazza di Spagna: il sogno di un Paese
La giornata è iniziata con la visita alla Plaza de España, capolavoro dell’architettura regionalista, costruita per l’Esposizione Iberoamericana del 1929. La piazza rappresenta l’abbraccio della Spagna alle sue province e al mondo. I ponti, le ceramiche, i mosaici storici: tutto parla di unità nella diversità.

È una piazza che non serve solo a “fare eventi”, ma a vivere la città. E qui nasce una riflessione: spesso, nei nostri territori, si investe in grandi manifestazioni per riempire le piazze, ma si dimentica la vita quotidiana. Una volta si investiva su cose destinare a restare e di cui tutti potevano usufruire tutti anche nel tempo.
La Cattedrale di Siviglia: arte che innalza
La visita alla Cattedrale di Santa María della Sede, la più grande cattedrale gotica del mondo, ha lasciato un segno profondo. Appena varcata la soglia, si è avvertita una maestosità che toglie il fiato. Le opere d’arte, le pale dorate, le cappelle scolpite sembrano nate non per esibire potere, ma per innalzare lo spirito. Non erano fatte per se stessi, ma per “Qualcuno”. Per Dio, per l’infinito, per qualcuno che ama immensamente.
Come ama ripetere il teologo Bruno Forte, “Non si può vivere senza sapere per chi vivere”. E in quel luogo, ogni pietra sembrava scolpita per un Qualcuno che ispira bellezza: Dio come persona, come presenza che ha creato il mondo e la vita, e che ama ogni essere umano con intensità infinita. Oltre alle persone care, questa prospettiva spirituale ci apre a una visione più ampia della vita.
Il Guadalquivir e le case poetiche
Passeggiando lungo il fiume Guadalquivir, tra scorci di case dai colori saturi e armonici, si è respirata una poesia urbana. Le acque scorrevano lente, come a ricordarci che la bellezza è equilibrio. Ogni balcone, ogni fontana, ogni angolo sembrava pensato per essere in armonia con il il tutto.
Le fontane, presenti ovunque, non sono solo decorazioni: sono luoghi di incontro, di frescura, di contemplazione.

Educare alla bellezza, educare al rispetto
La giornata si è chiusa con una consapevolezza: la bellezza educa. Non solo quella artistica, ma quella dei gesti, dei servizi, delle relazioni.
E allora, forse, il vero insegnamento di Siviglia è questo: non basta costruire, bisogna costruire per qualcuno. Come gli artisti che scolpivano per Dio, cosi come cittadini dovremmo imparare a vivere con passione la nostra vita. Ogni lavoro è rivolto a offrire un qualcosa all’altro e se fossimo l’altro come vorremo essere trattati? É questa domanda il motore che potrebbe fare divenire ogni società civile un’opera d’arte.
