don gianni boezzi

Giochiamo con Dio

Domenica della Santissima TrinitàCommento al Vangelo Don Giovanni Boezzi

Santissima Trinità, mistero dei misteri, realtà che supera ogni capacità umana di esperienza e di comprensione: cosa possiamo dirne, nello spazio di una breve riflessione, sulle letture che la liturgia di oggi ci propone?

Una breve lezione di teologia? Una storia delle interpretazioni? Una dotta riflessione sulla centralità di questo dogma nella vicenda della Chiesa e delle Chiese cristiane? Forse impareremmo qualcosa ma non nutriremmo il nostro vivere.

E allora mi pare bello partire da una chiave di lettura diversa, fornita quest’oggi dal Salmo responsoriale che abbiamo proclamato: «O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!». In questa breve esclamazione, il mistero di Yhwh, il mistero del suo amore trinitario, si trasforma in meraviglia agli occhi del credente. E forse è proprio questo il punto dal quale la liturgia ci suggerisce di partire: dal desiderio di capire alla capacità dello stupore; forse la domanda vera di oggi non è: «Cos’è la Trinità?», ma: «il mistero di Dio è ancora meraviglia ai nostri occhi?».

Cosa vuol dire stare nella Trinità? Per mezzo del «Signore nostro Gesù Cristo», ci ricorda Paolo, abbiamo avuto accesso «a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio», una speranza che «non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo»: ed ecco che il prendere dimora nell’azione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo diventano per il credente grazia, vanto, principio di stabilità, speranza che non delude, amore: e questa lista di sostantivi sembra la medicina per un tempo, il nostro, fatto di stanchezza, di sconforto, di instabilità e di paura che non abbandona così tante solitudini.

Sembrava che dovessimo capire come funzione Dio, che dovessimo osservare una radiografia del suo mistero e, invece, abbiamo ricevuto una sintomatologia della vita di chi prende dimora nel suo amore misterioso: apertura al futuro, gioia, stabilità, speranza, amore, fecondità, gioco, delizia.

Forse questa è la domenica più giusta per farsi una domanda che sta al cuore di ogni fede sincera: come faccio a sapere che non mi sbaglio, quali garanzie ho per scommettere tutta la mia vita in questa scelta, che prove ho di Dio, del suo Figlio, dello Spirito? Ecco, forse più delle radici, che operano misteriosamente, nascoste sottoterra, sono i frutti che la nuova vita produce quando ci innestiamo in lui a darci la «prova» della verità del suo amore trinitario.

Proviamo a fidarci di Dio, proviamo a prendere dimora nella sua speranza che non delude: godiamo delle sue delizie e giochiamo con lui!

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