“Gesù dorme?” – Quando Dio sembra assente ma abita le nostre giornate

Nel Vangelo di una barca in tempesta, onde alte, vento forte, discepoli impauriti, e Gesù… dorme, è una scena che ci fa sorridere, ma che assomiglia in modo sorprendente alla vita di tante famiglie oggi.

La nostra barca si chiama quotidianità: sveglie che suonano troppo presto, figli da accompagnare, lavoro da gestire, imprevisti da affrontare. E la sera si arriva stanchi, con il fiato corto e la testa piena. In questo vortice, spesso Dio sembra rimanere sullo sfondo, come un ospite che si ricorda alla Messa della domenica, ma che durante la settimana “dorme”. E così ci chiediamo: gli interessa davvero della mia vita concreta?

Eppure, questo Vangelo ci regala una verità sorprendente: Gesù è nella barca, anche quando dorme. È lì, anche quando tutto sembra sfuggire di mano. La Sua presenza non dipende dal nostro sentire. È stabile, silenziosa, fedele.

Quante volte, come genitori, ci sentiamo inadeguati nel trasmettere la fede ai figli. Le domande senza risposte, il silenzio di fronte alla preghiera, la sensazione che “non serva più”. Eppure, proprio nel tempo della fatica, Dio lavora. Non nella straordinarietà dei miracoli, ma nell’ordinarietà dei gesti d’amore: un pasto condiviso, una carezza data anche quando si è stanchi, un “ti voglio bene” detto la sera, un segno di croce tracciato sulla fronte.

La fede non è fatta di prestazioni, ma di presenza. Come Gesù sulla barca: non grida, non agisce subito. Ma c’è. E quando i discepoli trovano il coraggio di gridare: “Salvaci!”, allora Lui si alza, calma i venti e parla al cuore: “Perché avete paura, gente di poca fede?”

Questo Vangelo ci invita a rimettere Dio al centro, non come un dovere religioso, ma come una presenza viva nelle nostre case, nei nostri lavori, nelle corse di ogni giorno. Non serve essere perfetti, basta aprire spiragli. Un angolo di silenzio, una candela accesa, un grazie detto insieme a tavola. Piccoli modi per dire: “Signore, sali nella nostra barca”.

Perché il miracolo non è che non ci siano tempeste. Il vero miracolo è sapere che non le affrontiamo da soli.

(Mt 8,23-27) “In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

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