“Fare un salto oltre la paura”: ecco le testimonianze di alcune coppie tutor della San Salvo Family week

Aspettare tempi migliori o ricominciare le attività con le famiglie? Noi famiglie che ci occupiamo dei servizi inerenti alla Pastorale Familiare abbiamo ricominciato a video-incontrarci con questa grande domanda. Guardando alla Parola di Dio ed ai grandi Santi, come San Giuseppe, abbiamo capito che Dio ci stava aspettando ora, su questa strada, anche nella pandemia, in mezzo alla nostra paura. Così abbiamo organizzato in piena sicurezza, rispettando meticolosamente tutte le normative anti-covid, incontri per genitori dei bambini che faranno la Prima Comunione, durante la “Family week”, ma il percorso continuerà online con altri 4 incontri.

Mio marito ed io abbiamo capito che Dio si fida della creatività di noi tutti, come con San Giuseppe, o come hanno fatto i quattro amici del paralitico, che per portare il loro amico davanti a Gesù, contorniato dalla folla, scoperchiano il tetto e lo fanno scendere davanti a Lui. E Lui è lì ad aspettarci anche nelle situazioni più difficili. Proprio in questa circostanza, bella o poco piacevole, noi siamo chiamati a Vivere, con tutte le nostre debolezze, paure, difficoltà. San Giuseppe ci ha insegnato anche il senso più profondo dell’essere padri e madri, che avviene soltanto attraverso un percorso, perché è necessario generare i nostri figli ogni giorno, generarli alla propria identità, al senso della vita. Questa decisione ha ravvivato la nostra fede, certi che questo percorso serva in primis a noi, perché il cammino verso la conversione è lungo, ma in compagnia, dentro la Comunità, attraverso la condivisione, diventa tutto più semplice. “(Emanuela e Francesco)

Ogni qualvolta ci riuniamo ed incontriamo nuove famiglie è un momento di grande condivisione che ci aiuta e ci rafforza nella nostra fede. Questa settimana dedicata alla figura di San Giuseppe ci ha dato modo di conoscere meglio questo Santo, che accetta con amore la volontà del Signore, con tutti i timori che ogni genitore ha nel crescere un proprio figlio. Inoltre abbiamo riflettuto sulla famiglia e sul ruolo del papà e dell’essere genitori. Non si è genitori in quanto si è concepito un figlio ma si è genitori in quando lo si accetta lo si cresce e ci si pone come Giuseppe, il quale ha sempre saputo che quel figlio non era suo ma era semplicemente stato affidato alle sue cure. (Miriam e Raffaele)

Confrontandoci su Meet in occasione della settimana della preghiera per la famiglia, abbiamo deciso di fare un salto oltre la paura e di avviare un percorso in presenza in sicurezza con i genitori dei bambini che dovranno fare la prima comunione. La risposta è stata inaspettata ed è sempre bello e un privilegio testimoniare la bellezza di Dio con le nostre parole. Alla luce di san Giuseppe abbiamo cercato di portare degli spunti concernenti la famiglia cogliendo gli aspetti concreti di questa figura in questo tempo di pandemia così difficile per tutti. San Giuseppe è il custode vigile, concreto e creativo della sua vita e sicuramente lo continua a essere con l’umanità e anche in questo tempo. Abbiamo avuto la gioia di riassaporare la bellezza dello stare insieme annunciando Cristo nella concretezza del nostro vivere quotidiano. E ringrazio Dio per questa bellissima settimana e di tutti i doni che ci ha fatto, forse più a noi dell’equipe che ai genitori”. (Noemi e Stefano)

Padre non si nasce, si diventa……quanta verità! Non basta essere padri biologici per essere considerati tali, ma è padre colui che cresce un figlio, che lo aiuta nei momenti di difficoltà, che sta sveglio la notte perché preoccupato per lui, è colui che riesce a dare amore, tranquillità, rispetto…e questo ci ha fatto riflettere molto questa settimana. La figura di San Giuseppe è molto attuale, è colui che ci può aiutare a meditare sulla nostra vita, ha avuto rispetto per la sua sposa e per la sua famiglia. Abbiamo messo in evidenza che ogni mamma deve sempre parlare bene del papà ai propri figli, ma ogni papà deve festeggiare la mamma ogni giorno con i figli e che deve amarla senza mai denigrarla. San Giuseppe, l’uomo del silenzio che ha molto da dirci.” (Andrea e Liliana)

Grazie a questi incontri abbiamo avuto la possibilità di conoscere meglio la figura di San Giuseppe, un personaggio spesso posto marginalmente nei Vangeli, ma che più di altri resta fortemente legato anche alle problematiche della società attuale, rendendolo, così, un uomo moderno ed attuale. Come San Giuseppe, molti uomini oggi riescono a trasmettere un profondo amore paterno nei confronti delle bambine e dei bambini nati da un precedente rapporto delle loro compagne, oppure di figli che vengono adottati con un grande gesto d’amore. L’insegnamento più grande che San Giuseppe ci ha trasmesso, oltre alla grande fede nel Signore, è che il nostro cuore è sempre pronto a donare amore in maniera indistinta.(Nando e Maria.)

Siamo molto contenti che si sia rivalutata la figura di San Giuseppe, in passato sempre un po’ in ombra come è stato il suo carattere e la sua scelta di fronte al Signore e alla società di allora. Grazie al Papa San Giuseppe è sempre più un esempio; esempio soprattutto di umiltà e di silenzio: virtù sempre più rare oggi.” Graziano e Angela Per quanto riguarda l’incontro con i genitori per me ed Elio è stato rigenerante trovarsi di nuovo insieme al gruppo della pastorale familiare ed essere di nuovo accoglienza verso gli altri. Parlare della famiglia e di San Giuseppe un valore aggiunto: il suo essere “padre” per scelta ogni giorno con la forza di essere presente ma nell’ombra per lasciare al figlio la possibilità di muovere da solo i suoi passi è per noi l’esempio da additare specialmente oggi, con famiglie “allargate” sempre più presenti nelle nostre comunità. Speriamo di cuore che questo piccolo passo verso la normalità diventi presto un cammino scorrevole (Teresa e Elio)

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