“Facciamo spazio al sogno di Dio”

Commento al Vangelo di don Nicola Florio

In questa ultima domenica di Avvento Giovanni il Battista, che ci ha accompagnato nelle due domeniche precedenti, passa il testimone a Giuseppe, l’uomo giusto, promesso sposo di Maria, scelto per divenire padre e custode sulla terra del Figlio di Dio.

Un progetto meraviglioso, certamente, esaltante per chi come noi conosce come sono andati i fatti… più difficile per chi, mentre accadono gli eventi, è chiamato a comprenderli, a metterli insieme, a capirne il significato.

Il povero Giuseppe, infatti, si ritrova a dover fare i conti con un fatto che stravolge il suo sogno di giovane uomo: promesso sposo di Maria, viene a sapere della “strana” gravidanza e deve decidere cosa fare: seguire la legge e allora denunciare Maria, oppure seguire il cuore e allora scogliere il loro legame da poco sancito ed assumersi la responsabilità di questa scelta. Tra la legge e il cuore, Giuseppe segue l’unica cosa possibile per un uomo giusto, sì, ma totalmente innamorato di Maria: rimandarla a casa senza denunciarla.

E mentre pensa questo, mentre segue la legge dell’amore nonostante la profonda sofferenza del suo cuore, ecco intervenire Dio. E Dio interviene mentre Giuseppe sta dormendo. Già un’altra volta era accaduto un miracolo meraviglioso mentre un altro uomo stava dormendo: Adamo. Ritornando alla pagina della creazione, infatti, dopo aver dato vita al mondo e ad ogni essere vivente per allietare l’uomo, Dio constata che l’uomo non è felice e “allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo” (Gen 2,21-22). E qui l’uomo esulta di gioia perché vede nascere la possibilità di una relazione con la donna, di un amore condiviso, la possibilità della vita.

Parallelamente nel sogno di Giuseppe, Dio gli apre il cuore per accogliere il Suo sogno sul mondo: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,20-21).

Così come nella prima pagina della creazione si legge: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne” (Gen 2,24), così all’inizio del Vangelo si legge “Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù” (Mt 1,24-25).

Sembra che vengano riproposti gli stessi atti, per farci comprendere che la nascita di Gesù segna l’inizio di una nuova creazione, di una ri-creazione del mondo, segna l’inizio della nostra salvezza. E questa è la gioia che dà luce ai nostri giorni: se permettiamo a Cristo di nascere in noi, sarà Lui a rendere sempre nuova la nostra vita, verso la pienezza che ci attende nel suo Regno.

San Giuseppe ci aiuti a fidarci di Dio e del suo sogno di salvezza per l’intera umanità.

don Nicola Florio

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