“Dio è per noi, ci ha scelti per amore”

(Commento al Vangelo di don Erminio Di Paolo)

La vita cristiana è un lungo cammino di fede, percorso normalmente a passi lenti, più o meno regolari, a volte esitanti. Durante questo cammino, per vincere il dubbio, che può insinuarsi o tormentare, e la fatica, che si fa sentire, per continuare nonostante tutto ad avanzare, si ha spesso bisogno di essere incoraggiati, trascinati dagli altri.

Occorre anche fermarsi regolarmente, per tornare a fissare lo sguardo sull’obiettivo da raggiungere, per ravvivare le proprie motivazioni di fondo. Gesù ha guidato gli apostoli verso la pienezza della fede alla quale li chiamava, tenendo conto di questi ritmi della marcia. A volte, sembra aver esitato a rivelare loro chiaramente il suo mistero e il loro, la sua  pasqua di morte-resurrezione alla quale voleva associarli. E quando lo ha fatto, ha spesso raccomandato loro, secondo la testimonianza di Marco, di non parlarne prematuramente ad altri. Comunque bisogna annunciare il Vangelo senza paura e senza addolcirne le esigenze.

Nulla e nessuno potrebbe incutere timore: Dio è per noi; ci ha scelti per stabilirci nella giustizia nel suo Figlio, morto, risorto, seduto alla sua destra, dove intercede per noi. Questa rivelazione resta comunque lo scoglio della fede. Si farebbe volentieri a meno del lato oscuro del mistero di pasquale: ma in questo caso sarebbe svuotato di ogni senso e contenuto. Qui in terra lo splendore della trasfigurazione può essere solo passeggero. Non è ancora giunto il momento di installarsi su un “alto monte”: né per i cristiani, né per la Chiesa. Questo è il tempo della fede e della speranza senza clamore.

Ma, qualunque cosa accada, quand’anche tutto sembrasse rimesso in discussione, una certezza, sulla quale occorre basarsi fermamente, si impone: Dio è fedele; non ritira le sue promesse. Ricordati di Abramo, il padre nella fede, che carica sulle spalle del figlio Isacco la legna del sacrificio! E’ ciò che richiama, fra l’altro, la Quaresima, questo percorso modello dell’esistenza umana. Ma non si accontenta di proclamare ciò che sanno i cristiani e di esortare a vivere secondo la fede professata. Essa invita a fare un cammino simbolico, “sacramentale”, compiuto cioè grazie ai “segni” efficaci della salvezza che essi veicolano.

Buon cammino di quaresima a tutti, trasfigurati nel Signore!

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