Dal cuore dell’Uganda al cuore di Dio: l’incontro con Padre Victor Tumwebaze
Ci sono storie che scaldano l’anima, e quella di Padre Victor Tumwebaze è una di queste. Originario dell’Uganda, ha seguito il richiamo profondo del cuore che lo ha condotto, con fiducia e coraggio, verso il sacerdozio. In questa toccante intervista, Padre Victor ci apre il suo mondo fatto di fede, famiglia e servizio.
Le radici di una vocazione
Nato il 01/09/1989 a Kanungu in Uganda, ordinato sacerdote il 13 luglio 2019, cresciuto in una famiglia dove la fede non era solo tradizione ma vita vissuta, Padre Victor è il secondo di sei figli. Sua madre, catechista instancabile, e suo padre, insegnante, hanno coltivato in lui valori che ancora oggi lo guidano. Il piccolo Victor, chierichetto curioso e sensibile, si interrogava sul suo futuro: il dubbio tra un percorso laico seguendo le orme da insegnante del suo papà o la vita religiosa lo accompagnava come una voce silenziosa dentro di sé. “Ho pregato tanto – racconta – e la risposta è arrivata nella semplicità di un gesto, nella luce di un incontro.” Sin da piccolo sono sempre stato molto legato a Maria Santissima e in quel periodo di forte dubbio, intorno ai 19 anni ho pregato con una novena chiedendo una luce in questo conflitto interiore.
Fu Maria, un’amica di famiglia dal cuore grande e da una grande fede, ad ascoltare quella voce insieme a lui. La sua presenza e il suo supporto convinsero il padre a vincere la paura di non riuscire a sostenere le spese per il seminario e ad ascoltare il desiderio più profondo di Victor: diventare sacerdote. ” Non ti preoccupare, fai entrare Victor in seminario e poi Dio provvederà”.
Formazione e missione educativa
Dopo lunghi anni di studio in Uganda, dove ha approfondito la filosofia e la teologia, Padre Victor ha donato le sue conoscenze insegnando in seminario. La sua sete di sapere lo ha poi portato a Roma, dove ha conseguito una licenza in teologia dogmatica all’Università Urbaniana. Ma dietro ogni libro studiato, c’era sempre la stessa domanda: “Come posso servire meglio?”
Le sfide del cammino sacerdotale
“Il sacerdozio è una gioia che nasce dalla lotta,” confida Padre Victor. Essere esempio, essere guida, pur nella propria fragilità, è forse la sfida più grande. Ma nel silenzio della preghiera e nella forza dell’Eucaristia trova ogni giorno una nuova rinascita. “Celebrare la Messa è il momento in cui sento Dio più vicino. È lì che tutto trova senso. Essere sacerdote può essere anche per tutti ed è facile ma vivere come sacerdote è la vera sfida. Occorre umiltà e preghiera per poter divenire un vero seguace di Cristo che possa diventare luce per gli altri.
Una fede che danza
Tra Uganda e Italia, Padre Victor ha incontrato due modi diversi di vivere la fede. In Uganda, anche tra le difficoltà, il popolo canta, balla, sorride a Dio. In Italia, percepisce una fede più discreta, meno vibrante. “La povertà materiale non spegne la gioia spirituale,” dice con dolcezza. “La fede è il nostro vestito più bello.”
Il suo Vangelo del cuore
Il passo che lo commuove più profondamente è Giovanni 1, “E Dio si fece carne…” e “vieni in mezzo a noi” dove si celebra l’incarnazione di Dio. “È lì che vediamo quanto ci ama davvero. È lì che nasce la speranza. Per amore il figlio di Dio è venuto in mezzo a noi perché anche noi potessimo diventare figli di Dio”
La missione più grande di ogni sacerdote è tra la gente ovvero il far respirare il profumo e la misericordia di Dio Padre che ama i suoi figli.
