Cristiani a trentadue denti

Per chi ha avuto questa mattina la possibilità di ascoltare l’omelia di papa Francesco dalla cappella di santa Marta, il pontefice ha ripetuto più volte una parola: gioia. 

La gioia del Vangelo che dà la forza di riempire il nostro cuore e la vita intera. Il Papa ha citato l’esortazione apostolica “Evangelii Nuntiandi” di Paolo VI con la quale ci invitava all’impegno nell’”annunziare il Vangelo agli uomini del nostro tempo animati dalla speranza, ma, parimente, spesso travagliati dalla paura e dall’angoscia, è senza alcun dubbio un servizio reso non solo alla comunità cristiana, ma anche a tutta l’umanità”.

Papa Montini per ben dodici volte ha utilizzato il termine gioia e della ricchezza dell’annuncio, dell’evangelizzazione che ha visto Gesù “il primo e il più grande evangelizzatore. Lo è stato fino alla fine: fino alla perfezione e fino al sacrificio della sua vita terrena”.

E allora perché non essere gioiosi anche in questo tempo di lockdown, di blocco, di confinamento, per essere annunciatori della Buona Novella? Cristiani non musoni, ma donne e uomini con il sorriso a trentadue denti. L’annuncio è gioia: Cristo è risorto.

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