Corpus Domini: non folklore, ma Presenza viva

Nel cuore dell’estate, tra fili, petali variopinti e segni artistici sulla terra, rischiamo di fermarci alla superficie, alla bellezza che incanta gli occhi. Ma la solennità del Corpus Domini ci chiama oltre lo sguardo, oltre l’apparenza. È la festa della Presenza Reale. È Gesù, vivo, che passa nelle nostre strade, che cammina tra noi nel silenzio adorante dell’Eucaristia, che ci guarda e ci chiama: “Seguimi”.

Non è estetica. È incontro.

Papa Francesco ce lo ha ricordato con parole che toccano le corde più profonde del cuore: siamo una Chiesa “con la brocca in mano”, che porta acqua a chi ha sete. Non un’acqua qualsiasi. Ma l’unica che disseta veramente: Cristo vivo nell’Eucaristia.

Nel canto “Mi fisso lo sguardo su Gesù” cantiamo con ardore:
…alzo gli occhi, e vedo solo Te, Signore, che mi chiami al centro del Tuo amore…
E proprio questo è il senso profondo del Corpus Domini: fissare lo sguardo, inchiodare il cuore, ancorarlo solo a Lui. Non ai tappeti colorati, non all’organizzazione perfetta, non alla folla che osserva. Ma a Gesù che si dona, che spezza la sua vita ancora, nel silenzio di un’Ostia consacrata.

Questa sera, nella piazza di San Vitale, non celebriamo un rito folkloristico. Camminiamo in processione portando il Pane del Cielo, Colui che ha scelto l’umiltà del pane per restare con noi sempre. Non per commuoverci, ma per convertirci. Non per stupirci, ma per salvarci. Perché è nel Pane spezzato che si compie il miracolo della comunione, della pace, della misericordia vera.

allora, spalanchiamo il cuore, diventiamo davvero quella “sala spaziosa” dove ogni fratello e sorella può incontrare Gesù. Lasciamoci trasformare in Eucaristia vivente, in amore che si spezza e si dona.
Non guardiamo ciò che distrae. Fissiamo lo sguardo su Gesù. E lasciamoci nutrire.

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