Cinquant’anni di matrimonio: Costanza Grifa e Biagio Savino, una vita benedetta giorno dopo giorno
Il 29 luglio 2026, nella chiesa di San Giuseppe a San Salvo, una celebrazione che ha ricordato che la fedeltà è ancora possibile, che l’amore può attraversare il tempo senza perdere la sua voce. Costanza Grifa e Biagio Savino hanno celebrato il loro cinquantesimo anniversario di matrimonio, un sacramento vissuto insieme al Dio vivente, un cammino che ha saputo custodire la grazia dei giorni semplici e la forza delle tempeste superate insieme.
A benedirli è stato il parroco don Raimondo Artese, che già in tantissime altre occasioni ha accompagnato coppie della comunità nel rinnovare le loro promesse, ricordando che il matrimonio è una vocazione che si rinnova ogni mattina, come un sì che non smette di fiorire, un sacramento che si compie nella fedeltà quotidiana, nei gesti semplici e nella capacità di custodire l’altro come un dono. A benedire questa festa comunitaria c’era anche don Vincenzo Giorgio e don Victor Tumwebaze.
Dal loro matrimonio sono nati tre figli e dieci nipoti, una famiglia numerosa che rappresenta il frutto concreto di una vita condivisa. Nella casa dei nonni la famiglia si riunisce e i più piccoli, con la loro presenza vivace, sono la gioia di Costanza e Biagio e il cuore pulsante delle loro giornate.
Chi conosce Costanza sa che il suo sorriso non è un dettaglio: è un modo di stare al mondo. Un sorriso che accoglie, che rassicura, che illumina. Una gioia contagiosa, capace di attraversare le giornate e di diventare un linguaggio spirituale, una forma di gratitudine che si rinnova.
Nella celebrazione del loro cinquantesimo anniversario, quel sorriso era ancora più vivo: la gioia di chi ha camminato nella vita con fiducia, di chi ha scelto l’amore come casa e come strada.
La presenza di Biagio è silenziosa, essenziale, fatta di gesti che parlano più delle parole. Da anni serve la comunità come ministro straordinario dell’Eucaristia, con quella delicatezza che appartiene a chi sa che il sacro si offre.
Durante la liturgia, il suo modo di muoversi – semplice, rispettoso, attento – è una forma di preghiera.
C’è un ricordo che appartiene non solo alla loro famiglia, ma alla storia di San Salvo. Il 19 marzo 1983, durante la visita di San Giovanni Paolo II alla Magneti Marelli, Biagio Savini fu tra le maestranze che ebbero la grazia di stringere la mano al Papa. Il Papa gli tese la mano, lo guardò negli occhi, e in quel gesto semplice si condensò una benedizione che Biagio ha portato nel cuore per tutta la vita.
Cinquant’anni di matrimonio si misurano con le mani che si cercano, con le difficoltà attraversate insieme, con la capacità di perdonarsi, con la gratitudine per ciò che si sta costruendo insieme.
Costanza e Biagio vivono il loro amore come una vocazione: un sì che non si è mai spento, una promessa che resiste, una grazia che si è fatta casa, famiglia, comunità.
In un tempo in cui le relazioni sembrano fragili, la loro storia ricorda che l’amore è possibile, che la fedeltà è feconda, che la gioia condivisa è una forza che sostiene.
Il sorriso di Costanza, il servizio discreto di Biagio, la loro fede vissuta con semplicità: tutto questo è un dono per la comunità, una pagina bella della storia di San Salvo.







