Cadere, stancarsi e subire i naufragi della vita fa parte del cammino. Ma Gesù ci invita a non rassegnarci e a rialzarci subito

Il Vangelo di Matteo odierno fa emergere la grande compassione di Gesù. Egli vede un’umanità ferita, “stanca e sfinita”, e decide di non lasciarla sola, trasformando il suo sguardo in una missione concreta affidata a uomini fragili. Questo sguardo non è superficiale!
Coglie lo smarrimento delle persone e per loro che
chiama i dodici per nome, con le loro storie e i loro limiti, e li invia.
C’ è uno stile nuovo, quello della gratuità: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». L’amore si dona, non si commercia.
Questo mandato a mettersi in strada, nonostante le fatiche del mondo, risuona con incredibile forza se accostato a due grandi voci, una moderna e una classica, che usano la metafora del mare per descrivere l’avventura umana e spirituale.

Da un lato, la freschezza di Jovanotti e Alfa in Buon vento:
“Buon Vento a chi oggi partirà
e sa per certo che il maltempo passerà
marinai di terra ferma
in pericolo costante
sulla groppa di un pachiderma
che non sta fermo un istante”.
I discepoli sono esattamente questo: “marinai di terra ferma”. Persone comuni, non addestrate alle grandi tempeste della storia, eppure inviate sulla groppa di un mondo in perenne movimento. Partono con un’unica certezza: il messaggio del Regno è più forte di ogni maltempo.
Dall’altro lato, la verticalità drammatica e speranzosa di Giuseppe Ungaretti nella sua celebre lirica Allegria di naufragi:

E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare
(Versa, 14 febbraio 1917).
L’umanità “stanca e sfinita” del Vangelo somiglia a chi ha vissuto un naufragio. Gli stessi apostoli conosceranno il fallimento, la paura e il tradimento. Eppure, la Grazia di Dio è quella forza che permette di non rimanere a terra a piangere sulle proprie macerie. C’è un’allegria profonda, che è la gioia cristiana del Vangelo, che spinge il “superstite” a rialzarsi subito, a ritornare “lupo di mare” e a riprendere il viaggio.
Cadere, stancarsi e subire i naufragi della vita fa parte del cammino. Ma l’invito di Gesù oggi è a non rassegnarsi. Gratuitamente rialzati, gratuitamente amati, siamo chiamati a spiegare di nuovo le vele. Il vento dello Spirito soffia ancora: buon viaggio a tutti i marinai di terra ferma.

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