Bambini animano rosario della settimana di preghiera per la famiglia

SAN SALVO. Nella settimana di preghiera per la famiglia indetta dai parroci don Raimondo Artese e don Beniamino Di Renzo dal 14 al 21 marzo, a caratterizzare la quarta giornata di preghiera sono stati sicuramente gli oltre 30 bambini delle elementari che insieme a una decina di catechisti, la responsabile del gruppo Azione Cattolica Ragazzi, hanno animato, on line, un breve ma intenso rosario per le famiglie pregando con i misteri che hanno caratterizzato la vita della sacra famiglia. Ogni mistero era accompagnato da una immagine che aiutava I bambini a leggere il momento in cui erano chiamati a pregare con l’Ave Maria. Il rosario si è concluso con la benedizione del parroco don Beniamino Di Renzo. 

Presente anche un bambino da Roma che aveva ricevuto il link da una ex compagna di classe, un bambino di pochi mesi ed era bello vedere anche i fratellini di chi aveva dato la disponibilità a partecipare attivamente alla preghiera del santo Rosario.

Un rosario pensato proprio per i bambini con una formula ridotta che contemplava la semplice enunciazione del mistero da parte di una catechista (una per ogni mistero) che recitava anche il Padre Nostro e il Gloria al Padre , le dieci Ave Maria pregate da dieci bambini, il Salve Regina, alcune litanie e preghiera conclusiva. Nell’arco di mezz’ora era terminato. i bambini sono rimasti attenti fino alla fine. Don Beniamino ha spiegato ai bambini che le 50 Ave Maria pregate da loro erano come il dono di una corona formata da 50 rose per la Madonna.

Questi i cinque misteri meditati:

  • Primo Mistero: Giuseppe e Maria sposi
  • Secondo Mistero: “La nascita di Gesù”
  • Terzo Mistero: “La fuga in Egitto della Santa Famiglia”
  • Quarto Mistero: “Lo smarrimento e il ritrovamento di Gesù nel tempio”
  • Quinto Mistero: “Il miracolo del vino alle nozze di Cana”

Queste le immagini che accompagnavano di volta in volta l’annunciazione del mistero e il Padre Nostro, e lo stile dello schema che aiutava i bambini a capire quando era il loro turno.

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