“Amico non è finita così! Ricomincia. Io non ti lascio solo. Entro insieme a te!”
Commento al Vangelo di don Gianmarco Medoro
Ehi tu. Proprio tu che corri sempre dietro ad un tempo che inesorabile scorre.
Proprio tu che sei sempre di fretta e corri ogni giorno da un impegno all’altro.
Pensi che Pasqua ti metta a riposo?
Fratello, sorella Pasqua è correre. Ce lo fa vedere il Vangelo appena ascoltato. Il correre del mattino di Pasqua non è battuto dalla fretta ma dalla gioia,
non è rincorsa di un tempo fugace, ma sa di eternità.
Sembra che il Risorto voglia dirti la sua gioia nel vederti correre. Sarò felice di vedervi correre stamattina -dice il Risorto a tutti noi- Sarò felice di vedervi correre come Maria di Magdala che va a dire a Pietro la mancanza che brucia il suo stomaco nel percepire l’assenza del mio corpo.
Sarò felice se anche voi gridiate al mondo quanto brucia l’assenza di Dio nella vita degli uomini e delle donne.
Sarò felice se saprete riaccendere di nostalgia i cuori di tanti che non sentono più la necessità di ritrovare un rapporto autentico con me – dice il Risorto –
Abbiamo bisogno di cuori inquieti alla ricerca di Dio!
Sarò felice di vedervi correre stamattina -dice il Risorto- Sarò felice di ascoltare il linguaggio del noi proprio come Maria che andando sola al sepolcro
è capace di usare il plurale della Chiesa “Non sappiamo dove l’hanno posto”.
Sarò felice di ascoltare dalla voce di quanti ho creato con il desiderio che siano Uno, di parlare sempre al plurale, non perché tutti uguali ma perché tutti uniti
dall’esperienza della fede. Abbiamo bisogno di linguaggi di comunione!
Sarò felice di vedervi correre stamattina -dice il Risorto- Sarò felice di vedervi correre come Giovanni.
Sarò felice di vedervi correre più forte di chi nella Chiesa, come Pietro, è un po’ lento e timoroso, La Chiesa, la nostra comunità ha bisogno di nuovi slanci, di fresche intuizioni, di relazioni nuove.
Abbiamo bisogno di entusiasmo! Abbia bisogno dei giovani! Sarò felice di vedere il vostro passo che dopo la corsa è capace di aspettare -dice il Risorto- chi è stanco e provato dalla notte della delusione e del tradimento, come il giovane Giovanni che attende Pietro all’imbocco della pietra.
Abbiamo bisogno di qualcuno che non approfitti della sedia lasciata vacante da un’esperienza di fallimento per prendere il suo posto, ma che sappia dire:
“Amico non è finita così! Ricomincia. Io non ti lascio solo. Entro insieme a te! Abbiamo bisogno di ricominciamenti!
Abbiamo bisogno di saper aspettare l’altro. Sarò felice di vedervi consegnare agli imbocchi della morte le vostre insicurezze.
Giovanni è giovane, è meno esperto di Pietro alla morte. “Ho bisogno di qualcuno che mi spieghi la morte e il dolore” avrà pensato.
Sarò felice di vedervi consegnare le vostre debolezze a chi ha scoperto che la fragilità è la porta d’ingresso della capacità di amare davvero.
Abbiamo bisogno di questo amore che non parte da sé, ma ri-parte da me – dice il Risorto-
Abbiamo bisogno dei saggi! In questa corsa c’è bisogno di te!
Non calcolare distanze e non cronometrare il tempo.
In questa corsa ciò che conta è che tu vada verso la felicità.
Don Gianmarco Medoro
