Comincia una nuova avventura: il catechismo. Ecco il decalogo per ricominciare

(Diocesi Chieti-Vasto)

«Peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla» (Francesco, Omelia di Pentecoste, 31 maggio 2020): l’esperienza della pandemia,
che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo, deve indurci a riflettere e a fare tesoro di quanto abbiamo sperimentato come singoli e come
famiglia umana.

Occorre anzitutto superare quella fiducia incondizionata nel progresso e nelle possibilità della scienza, che era stata fonte ispiratrice tanto di un diffuso ottimismo collettivo, quanto del conseguente consumismo ed edonismo alla base di molti comportamenti.

Per ricominciare in maniera giusta nel quotidiano dell’azione pastorale e in particolare della catechesi si devono anzitutto osservare
puntualmente le norme igienico-sanitarie richieste (lavaggio frequente delle mani, uso delle mascherine, distanziamento).

L’urgenza di ricominciare, l’ansia di assicurare luoghi e forme di incontro “sicuri”, il desiderio di “normalità”, non devono condizionare
le decisioni da prendere, che esigono realismo, concretezza e calma, evitando ogni fretta come ogni lentezza o rimando ingiustificato.

Il momento che stiamo vivendo può essere opportuno per impegnare le risorse migliori al fine di pensare e proporre degli itinerari
catechetici per adulti, a partire da alcuni già presenti o con proposte totalmente nuove.

La catechesi dei bambini e dei ragazzi, che ha preso e prende molte delle energie delle parrocchie, va ripensata soprattutto in termini di
coinvolgimento delle famiglie e di ricorso a comunicazioni via rete, a integrazione e non a sostituzione di quelle interpersonali dirette e
indispensabili.

Nel progettare la catechesi si offrano proposte, partendo dalla realtà della parrocchia, dalle reali risorse umane e strutturali, di cui si dispone, dal gruppo dei catechisti, dagli adulti, dalle famiglie, dai bambini e ragazzi, con cui si va a operare.

Per impostare la catechesi in termini di scansione temporale occorre riflettere se preferire un percorso parallelo all’anno scolastico o, piuttosto, un itinerario che segua da vicino l’anno liturgico, rispondendo di conseguenza alle domande su quando iniziare, quanti incontri prevedere e in quali periodi stabilirli. La durata dei percorsi catechetici va modulata con realismo sulle situazioni, senza trascurare ovviamente alcune esigenza base necessarie.

Appare opportuno suddividere i destinatari della catechesi in piccoli gruppi per meglio prevenire il contagio e per favorire l’interazione e
le relazioni, tenendo conto delle fasce d’età, del percorso sacramentale dell’iniziazione cristiana e della catechesi finalizzata alla crescita nella vita di fede e di carità.

Si osservino con prudenza e responsabilità le seguenti norme:

  • all’ingresso dei locali vi sia un dispensatore di soluzione igienizzante per la sanificazione delle mani;
  • si evitino assembramenti all’ingresso e all’uscita, prima e dopo l’incontro di catechesi;
  • eventuali condizionatori e ventilatori o apparecchi per il riscaldamento siano sanificati all’inizio dell’anno catechistico ricorrendo a una ditta specializzata;
  • in presenza di sintomi influenzali (raffreddore, tosse, febbre) si avvertano i genitori e si affidi loro subito il bambino, che potrà rientrare solo dopo aver ricevuto le necessarie garanzie dal medico curante;
  • dopo l’incontro di catechesi i locali siano igienizzati;
  • il catechista abbia sempre con sé l’elenco dei nomi per opportuno controllo;
  • pennarelli, cartoncini, matite, penne, ecc. siano di uso esclusivamente personale e mai in comune;
  • sia adeguata la proporzione fra le dimensioni del locale e il numero delle persone presenti (all’incirca si calcolino 2mq per persona);
  • si organizzino celebrazioni distinte per i vari gruppi;
  • si faccia firmare ai genitori un’impegnativa di cui si allega il modello.

Preghiera del catechista

Chiamato ad annunciare la tua Parola, aiutami, Signore, a vivere di Te e ad essere strumento della tua pace. Assistimi con la tua luce,
perché i ragazzi che la comunità mi ha affi dato trovino in me un testimone credibile del Vangelo. Toccami il cuore e rendimi trasparente la vita,
perché le parole, quando veicolano la tua, non suonino false sulle mie
labbra. Esercita su di me un fascino così potente che io abbia a pensare
come te, ad amare la gente come te, a giudicare la storia come te. Concedimi il gaudio di lavorare in comunione e inondami di tristezza ogni
volta che, isolandomi dagli altri, pretendo di fare la mia corsa da solo. Infondi in me una grande passione per la verità, e impediscimi di parlare in
tuo nome se prima non ti ho consultato con lo studio e non ho tribolato
nella ricerca. Salvami dalla presunzione di sapere tutto. Dal rigore di chi
non perdona debolezze… Trasportami, dal Tabor della contemplazione,
alla pianura dell’impegno quotidiano. E se l’azione inaridirà la mia vita,
riconducimi sulla montagna del silenzio. Dalle alture… il mio sguardo
missionario arriverà più facilmente agli estremi confi ni della terra. Affi –
dami a tua Madre. Dammi la gioia di custodire i miei ragazzi come Lei
custodì Giovanni. E quando, come Lei, anch’io sarò provato dal martirio,
fa’ che ogni tanto possa trovare riposo reclinando il capo sulla sua spalla.
Amen!
(Dio scommette su di noi. Pregare con Don Tonino Bello, Paoline, Roma 2019, 162-164)

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