48 anni di sacerdozio: don Raimondo Artese, il pastore che conduce all’altare di Dio

La Chiesa si sveglia oggi la gratitudine di un Sì a Dio. Quarantotto anni fa, alla vigilia di San Vitale, don Raimondo Artese veniva ordinato sacerdote. Da allora, il suo ministero è diventato parte della trama viva: un filo che unisce generazioni, tradizioni, volti, storie.“Verrò all’altare di Dio, a Dio, mia gioiosa esultanza”

Il Salmo della liturgia odierna sembra scritto per questo giorno. Don Raimondo è colui che si rimette continuamente in discussione per accompagnare il suo popolo all’altare di Dio, non come un funzionario del sacro, ma come un uomo che cerca di fare del Vangelo la sua casa e della comunità la sua famiglia.

La sua gioia non è mai stata rumorosa, ma profonda, come quella di chi sa che ogni passo verso l’altare è un passo verso la vita.

“Accogli, o Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera”, laa preghiera dell’offertorio di oggi parla di doni, di lavoro umano, di un popolo che si presenta davanti a Dio con ciò che ha e ciò che è. È l’immagine perfetta della parrocchia che don Raimondo cerca di costruire: una comunità dove tutti si sentano coinvolti. Ama occuparsi direttamente delle cose, ascoltare, capire, mettersi accanto.

Don Raimondo è un parroco che conosce le persone, non per dovere ma per scelta. Sa leggere i silenzi, riconoscere le fragilità, valorizzare i doni. Non guida dall’alto, ma cammina davanti, come il buon pastore che apre la strada e invita a seguirlo.

San Salvo gli dice grazie per: – la sua presenza che non invade ma sostiene, – la sua capacità di far sentire ognuno parte di un “noi”, – il suo amore per la Chiesa concreta, fatta di volti e mani, – la sua fedeltà quotidiana.

Auguri, don RaimondoChe il Signore continui a custodire il tuo ministero e a donarti la gioia di vedere crescere una comunità viva, corresponsabile, unita, capace di cantare con te:“A te canterò sulla cetra, Dio, Dio mio.”

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